Guardiamo oltre il pregiudizio: Mohamed Gaye incontra le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado Cima e Piceno
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- Scritto da albopretorio
Mattinata ricca di emozioni, oggi, nell’auditorium Daniela Zedda di Via Piceno dove, in un silenzio carico di attenzione e partecipazione, le classi terze dei plessi Antonio Cima e Via Piceno hanno vissuto un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.
In occasione della XXII Settimana d'azione contro il razzismo, la nostra scuola ha aderito all’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Cagliari in collaborazione con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), aprendo le sue porte per accogliere Mohamed Gaye: autore, sportivo e testimone di un viaggio che attraversa continenti, culture e, soprattutto, cuori.
Con grande autenticità, Mohamed Gaye ha preso per mano ragazzi e ragazze, portandoli idealmente con sé lungo il percorso che dalla Costa d’Avorio lo ha condotto fino in Sardegna. Il suo è stato un racconto toccante, che non ha nascosto le difficoltà, la solitudine e le incertezze di chi lascia tutto per cercare un domani possibile.
Dall'arrivo in Italia all’esperienza fondamentale nella casa-famiglia, il racconto si è snodato attraverso le tappe di un’integrazione faticosa ma vittoriosa. Imparare una nuova lingua, abituarsi a nuovi codici sociali e trasformare la nostalgia in energia: sono stati questi i passaggi chiave della sua testimonianza.
L’emozione si è trasformata in un vivace confronto quando la parola è passata agli studenti e alle studentesse. Le domande sono state numerosissime, spaziando dalla sua vicenda umana a quella sportiva: curiosità a cui Mohamed ha risposto con grande disponibilità e calore.
All’incontro era presente anche Matteo Massa, consigliere metropolitano delegato all’Antidiscriminazione e Inclusione, che ha testimoniato l’impegno delle istituzioni sui temi dell’accoglienza, del rispetto reciproco e del contrasto a ogni forma di discriminazione.
La mattinata si è chiusa tra gli applausi, lasciando in tutti i partecipanti un profondo senso di arricchimento reciproco e la consapevolezza che l’integrazione nasce prima di tutto dall'ascolto.














